I bounce sono i messaggi email non recapitati. Si distinguono in hard bounce, rimbalzi permanenti dovuti a indirizzi inesistenti o domini non validi, e soft bounce, rimbalzi temporanei causati da caselle piene o server momentaneamente non disponibili.
La differenza operativa
| Tipo | Causa tipica | Cosa fare |
|---|---|---|
| Hard bounce | Indirizzo inesistente, dominio errato | Rimuovere subito dalla lista |
| Soft bounce | Casella piena, server non disponibile | Riprovare, rimuovere dopo ripetuti fallimenti |
Le piattaforme serie gestiscono la rimozione automatica dei rimbalzi permanenti. Se il sistema in uso non lo fa, o se qualcuno reinserisce manualmente gli stessi indirizzi, il problema si ripresenta a ogni invio.
Perché incide su tutto il resto
I fornitori di posta valutano la reputazione del mittente anche in base alla percentuale di messaggi inviati a indirizzi inesistenti. Un tasso alto viene letto come indizio di liste acquistate o mai pulite, e la conseguenza non è solo il mancato recapito di quei messaggi: peggiora la consegna di tutte le campagne verso l’intera lista.
Un aumento improvviso dei rimbalzi permanenti su una lista storica è quasi sempre il sintomo di un’importazione fatta male o di un archivio recuperato da un vecchio sistema.
Cosa chiedere all’agenzia
È un controllo di igiene che va fatto periodicamente, non solo quando qualcosa smette di funzionare.
- Qual è la percentuale di rimbalzi permanenti degli ultimi invii e come si è mossa nel tempo?
- La piattaforma rimuove automaticamente gli indirizzi non validi?
- Ogni quanto viene fatta una pulizia dei contatti inattivi da molto tempo?
Errori tipici
- Reinserire manualmente indirizzi già rimbalzati in modo permanente.
- Continuare a inviare a chi non apre da anni, peggiorando le statistiche complessive.
- Importare vecchi archivi senza verifica preventiva.
Per approfondire
- Approfondimento: Email deliverability: come evitare lo spam
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