La sitemap XML è un file che elenca gli indirizzi del sito che si vogliono segnalare ai motori di ricerca, con l’indicazione dell’ultima modifica. Non garantisce l’indicizzazione: aiuta il motore a scoprire le pagine, soprattutto quelle poco collegate internamente.
Cosa deve contenere
Solo pagine che si vogliono realmente nei risultati, che rispondono correttamente e che dichiarano se stesse come versione canonica. Niente pagine escluse dall’indice, niente reindirizzamenti, niente errori.
Nei siti ampi conviene suddividerla per tipo di contenuto — articoli, prodotti, pagine servizio, pagine locali — perché così i rapporti sull’indicizzazione diventano leggibili: si vede subito quale gruppo di pagine ha problemi.
Il valore sta nell’aggiornamento
Una mappa generata una volta e mai più aggiornata perde utilità e diventa un elenco di indirizzi morti. Deve essere prodotta dinamicamente dal sistema di gestione dei contenuti e riflettere lo stato reale, con la data di ultima modifica corretta.
Nei siti costruiti bene la mappa è anche uno strumento diagnostico: se in Search Console il gruppo delle schede prodotto mostra molte pagine inviate ma non indicizzate, il problema è circoscritto e si affronta subito.
Cosa chiedere all’agenzia
È un file che nessuno guarda finché non ci sono problemi di visibilità.
- La mappa è generata automaticamente e riflette lo stato attuale del sito?
- Contiene solo indirizzi che rispondono correttamente e sono indicizzabili?
- È suddivisa per tipo di contenuto, così da poter isolare i problemi?
Errori tipici
- Includere pagine escluse dall’indice o reindirizzate.
- Lasciare in elenco prodotti eliminati mesi prima.
- Considerarla uno strumento per farsi indicizzare più velocemente: aiuta la scoperta, non decide l’inclusione.
Per approfondire
- Approfondimento: SEO tecnica: audit, crawlability, indexability
- Chi se ne occupa: le agenzie di SEO selezionate dalla redazione
- Termini collegati: Indicizzazione, Robots.txt, Canonical