Il modello di attribuzione è la regola con cui si decide a quale canale assegnare il merito di una conversione quando l’utente ne ha incontrati diversi prima di acquistare. Non è un dato oggettivo ma una convenzione, e cambiarla cambia i risultati riportati.
I modelli principali
Le regole più diffuse assegnano il merito in modo molto diverso a partire dagli stessi identici dati.
| Modello | A chi assegna il merito | Effetto tipico |
|---|---|---|
| Ultimo clic | Al canale che ha chiuso | Premia la ricerca di marca e il retargeting |
| Primo clic | Al canale che ha aperto | Premia i social e i contenuti informativi |
| Lineare | Diviso fra tutti i passaggi | Appiattisce le differenze |
| Basato sui dati | Calcolato dalla piattaforma | Dipende dal volume di conversioni disponibile |
Lo stesso percorso — l’utente scopre l’azienda su Instagram, cerca su Google il nome, torna qualche giorno dopo e acquista — attribuisce il merito ai social o alla ricerca a seconda del modello scelto.
Perché la scelta va concordata prima
Se il modello non viene fissato all’inizio, ogni fornitore mostrerà i numeri con la regola che lo favorisce: chi gestisce la ricerca a pagamento preferirà l’ultimo clic, chi gestisce i social preferirà il primo. Sono entrambi difendibili e portano a decisioni di budget opposte.
La regola pratica è: si sceglie un modello, lo si scrive nel piano, e i confronti nel tempo si fanno sempre con quello. Il modello si cambia solo dichiarandolo e ricostruendo lo storico, non silenziosamente da un report all’altro.
Cosa chiedere all’agenzia
È il tema su cui si generano più equivoci fra azienda e agenzia, e spesso in buona fede.
- Con quale modello e quale finestra temporale sono calcolate le conversioni in questo report?
- Come cambiano i risultati dei canali se applichiamo un modello diverso?
- La somma delle conversioni riportate dalle singole piattaforme supera il totale reale degli ordini? Se sì, di quanto?
Errori tipici
- Sommare le conversioni dichiarate da Google e da Meta: entrambe si attribuiscono lo stesso ordine e il totale risulta gonfiato.
- Cambiare modello a metà anno e confrontare i periodi come se fossero omogenei.
- Decidere di tagliare un canale sulla base dell’ultimo clic, eliminando quello che generava la domanda iniziale.
Per approfondire
- Approfondimento: Cookie tracking e attribuzione nell’affiliate marketing
- Chi se ne occupa: le agenzie di advertising selezionate dalla redazione
- Termini collegati: UTM, Cookie di terze parti, ROAS
