Il pixel è un frammento di codice inserito nelle pagine di un sito che registra le azioni degli utenti — visite, aggiunte al carrello, acquisti — e le comunica alla piattaforma pubblicitaria, permettendo di misurare le conversioni e costruire i segmenti di pubblico.
Come funziona
Il pixel viene caricato dal browser insieme alla pagina e invia alla piattaforma un evento con alcune informazioni: quale pagina è stata vista, quale azione è stata compiuta, quale identificativo pubblicitario risulta associato. Su questa base la piattaforma attribuisce la conversione alla campagna e alimenta i segmenti per il retargeting.
Oggi il pixel lato browser è spesso affiancato da un invio degli eventi dal server, introdotto per compensare i blocchi dei browser e le limitazioni sui cookie di terze parti. Sono due modi di raccogliere lo stesso dato, con implicazioni diverse su affidabilità e privacy.
Il punto che riguarda te, non l’agenzia
Il pixel raccoglie dati personali degli utenti del tuo sito: la responsabilità verso l’autorità e verso i visitatori resta tua, anche quando l’installazione l’ha fatta l’agenzia. Deve essere subordinato al consenso raccolto tramite il banner, la cui configurazione va verificata e non data per scontata.
Il secondo punto è la proprietà: il pixel deve vivere in un account pubblicitario intestato alla tua azienda. Se è installato su un account dell’agenzia, quando il rapporto finisce perdi lo storico delle conversioni e i segmenti costruiti negli anni.
Cosa chiedere all’agenzia
Sull’installazione dei pixel le domande da fare riguardano più la titolarità e la conformità che la tecnica.
- L’account pubblicitario e il contenitore dei tag sono intestati alla mia azienda, con l’agenzia come utente autorizzato?
- Il caricamento del pixel è subordinato al consenso e come è stato verificato?
- Esiste una nomina a responsabile del trattamento firmata con chi gestisce questi dati?
Errori tipici
- Lasciare che account e proprietà dei dati restino all’agenzia: è il problema che emerge sempre al momento del cambio fornitore.
- Installare più pixel duplicati nel tempo, con conversioni contate due volte.
- Attivare il tracciamento prima del consenso, con il banner impostato solo come informativa.
Per approfondire
- Approfondimento: Google Tag Manager: tracciamento avanzato
- Documento collegato: Nomina a responsabile del trattamento (art. 28 GDPR)
- Chi se ne occupa: le agenzie di advertising selezionate dalla redazione
- Termini collegati: Cookie di terze parti, UTM, Modello di attribuzione