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Glossario

CPC: cos’è il costo per clic e come si controlla

Importo pagato dall'inserzionista per ogni clic ricevuto da un annuncio. È il modello di acquisto tipico della pubblicità sui motori di ricerca.

admin
· · 3 min di lettura

Il CPC (costo per clic) è l’importo che l’inserzionista paga ogni volta che un utente clicca sul suo annuncio. È il modello di acquisto più diffuso nella pubblicità sui motori di ricerca: si paga il clic, non la visualizzazione.

Come si calcola

Il CPC medio si ottiene dividendo la spesa totale per il numero di clic. Con 1.500 euro spesi e 750 clic, il costo per clic medio è di 2 euro.

Il CPC effettivo di ogni singolo clic, però, non lo decidi tu: nasce da un’asta in cui contano l’offerta massima, la qualità dell’annuncio e la pertinenza della pagina di destinazione. Per questo due inserzionisti sulla stessa parola chiave possono pagare cifre molto diverse.

Da cosa dipende davvero

Il costo per clic varia enormemente per settore: nei comparti dove il valore di un cliente è alto — legale, assicurativo, servizi finanziari, impiantistica — è normale pagare cifre a due cifre per un solo clic, mentre nel commercio elettronico di prodotti a basso prezzo si resta su valori molto più contenuti.

Un CPC alto non è di per sé un problema: conta quanto vale il cliente che ne deriva. Un clic da 12 euro che porta un preventivo da 4.000 euro è un buon affare; un clic da 40 centesimi che non converte mai è uno spreco.

Cosa chiedere all’agenzia

Il CPC è la voce che le agenzie citano più spesso per giustificare l’aumento del budget. Vale la pena verificarne il contesto.

  • Il CPC è cresciuto per l’aumento della concorrenza o perché è peggiorata la qualità degli annunci e delle pagine di destinazione?
  • Quali parole chiave assorbono la quota maggiore di spesa e quale ritorno generano singolarmente?
  • Esistono corrispondenze o segmenti di pubblico che stanno alzando la media senza portare conversioni?

Errori tipici

  • Puntare a ridurre il CPC come obiettivo: spesso il modo più rapido per abbassarlo è comprare clic di qualità peggiore.
  • Leggere il CPC medio dell’account senza distinguere fra campagne di marca e campagne di acquisizione.
  • Non verificare la corrispondenza fra parole chiave e pagina di destinazione, che è una delle leve che il sistema d’asta valuta.

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