Il tasso di conversione è la percentuale di visite o di utenti che compiono l’azione desiderata: un acquisto, una richiesta di preventivo, un’iscrizione. È il ponte fra il traffico portato al sito e il risultato commerciale.
Come si calcola
Conversioni diviso sessioni, moltiplicato per cento. Con 12.000 visite e 180 ordini, il tasso è dell’1,5%.
La base del calcolo va dichiarata: sessioni o utenti distinti danno risultati diversi, e lo stesso vale per il conteggio delle conversioni ripetute dello stesso cliente. Due agenzie possono presentare numeri diversi sullo stesso periodo semplicemente perché usano basi diverse.
La media generale non serve a nulla
Il tasso aggregato di un sito mescola situazioni incomparabili: chi arriva da una ricerca di marca converte molte volte più di chi arriva da una campagna di scoperta su un social, e mediarli produce un numero che non descrive nessuno dei due.
La lettura utile è sempre segmentata: per sorgente, per dispositivo, per pagina di destinazione. Le decisioni operative nascono dai confronti dentro il segmento — questa pagina rispetto a quest’altra, mobile rispetto a desktop — non dal confronto con benchmark esterni.
Cosa chiedere all’agenzia
È la metrica su cui è più facile presentare miglioramenti apparenti.
- Il tasso è calcolato su sessioni o su utenti, e la base è la stessa dei periodi precedenti?
- Come varia per sorgente di traffico e per dispositivo?
- Il miglioramento riportato dipende da una crescita delle conversioni o da un calo del traffico meno qualificato?
Errori tipici
- Confrontare il proprio tasso con medie di settore raccolte su mercati diversi.
- Migliorarlo tagliando il traffico di scoperta: la percentuale sale, i nuovi clienti calano.
- Contare come conversione azioni di valore molto diverso senza distinguerle.
Per approfondire
- Approfondimento: Landing page ad alta conversione
- Chi se ne occupa: le agenzie di e-commerce selezionate dalla redazione
- Termini collegati: CPA, AOV, Frequenza di rimbalzo
